La Legionella è un batterio responsabile della legionellosi, un’infezione polmonare che può manifestarsi in forme gravi, soprattutto in individui con sistema immunitario compromesso. La trasmissione avviene principalmente attraverso l’inalazione di aerosol contaminati, generati da impianti idrici, sistemi di climatizzazione e altre strutture che utilizzano acqua.
Legionella
Le normative relative alla Legionella e ai PSA (Piani di Sicurezza dell’Acqua) possono variare a seconda del paese e delle disposizioni locali in materia di sicurezza sanitaria e igienico-sanitaria. In generale, queste normative sono stabilite per prevenire il rischio di contaminazione da Legionella, un batterio che può causare la legionellosi, una forma grave di polmonite.
Negli ultimi anni, molte normative hanno posto maggiore enfasi sulla gestione e sulla prevenzione della Legionella nei sistemi idrici, specialmente negli impianti di grandi dimensioni come ospedali, strutture alberghiere e impianti industriali. Queste normative spesso includono requisiti per la manutenzione regolare degli impianti idrici, il monitoraggio della qualità dell’acqua e la formazione del personale.
La Direttiva (UE) 2020/2184
La Direttiva (UE) 2020/2184, relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano, e il successivo recepimento in Italia con il D.Lgs. 18/2023, introducono un approccio innovativo basato sul rischio per garantire una gestione più efficace della sicurezza dell’acqua potabile. Questo approccio si allinea con le più recenti indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e ha l’obiettivo di prevenire e controllare i rischi microbiologici, chimici e fisici associati all’acqua.


I pilastri della Direttiva 2020/2184
La Direttiva pone un accento particolare sulla gestione preventiva e integrata del rischio. I principali cambiamenti introdotti includono:
- Piani di Sicurezza dell’Acqua (PSA): L’adozione obbligatoria di piani di sicurezza basati su un’analisi del rischio che copra l’intera filiera, dalla fonte fino al punto di consegna al consumatore.
- Monitoraggio esteso delle sostanze chimiche e microbiologiche: Introduzione di nuovi parametri da monitorare, come microplastiche, PFAS e altri contaminanti emergenti.
- Accesso universale all’acqua: Maggiore attenzione al diritto all’acqua potabile, inclusa l’installazione di fontanelle pubbliche, in particolare per le persone vulnerabili.
- Trasparenza e informazione: I cittadini devono essere informati sulla qualità dell’acqua distribuita e sui risultati delle analisi.
Recepimento italiano: D.Lgs. 18/2023
Il Decreto Legislativo 18/2023 integra e specifica i principi della Direttiva nell’ordinamento italiano, con particolare attenzione a:
- Valutazione e gestione del rischio nelle reti idriche:
- Analisi del rischio da effettuare lungo l’intera filiera dell’acqua, includendo i sistemi di distribuzione interna (come impianti condominiali e grandi edifici pubblici).
- Obbligo per i gestori degli impianti di predisporre e aggiornare i PSA, seguendo linee guida tecniche dettagliate.
- Rischio Legionella:
- Maggiore attenzione al controllo della Legionella negli edifici sensibili (ospedali, scuole, strutture ricettive).
- Implementazione di misure preventive, come trattamenti regolari e controlli microbiologici periodici.
- Coinvolgimento delle autorità sanitarie:
- Le ASL (Aziende Sanitarie Locali) e le ARPA (Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale) sono chiamate a collaborare per verificare l’attuazione dei PSA e a effettuare controlli di conformità.
- Sanzioni:
- Introduzione di un regime sanzionatorio per la mancata predisposizione dei PSA o per il mancato rispetto dei parametri di qualità.
L’approccio basato sul rischio
Il passaggio a un approccio basato sul rischio rappresenta una svolta rispetto al sistema tradizionale di monitoraggio reattivo. Questo nuovo approccio prevede:
- Identificazione preventiva dei rischi: Valutazione delle vulnerabilità lungo tutta la catena dell’acqua.
- Gestione proattiva: Attuazione di misure per ridurre i rischi identificati, piuttosto che intervenire solo in caso di non conformità.
- Personalizzazione delle misure di controllo: Adattamento delle strategie alle specificità delle fonti idriche e delle infrastrutture.
Impatti e sfide
L’adozione del nuovo approccio basato sul rischio richiede:
- Investimenti tecnologici e formativi: Soprattutto per le piccole e medie gestioni idriche.
- Collaborazione interistituzionale: Coinvolgendo enti locali, sanitari e privati.
- Sensibilizzazione pubblica: Educare cittadini e operatori sul valore di una gestione sicura dell’acqua.







